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BAVENO - 08-10-2020 -- Arrivederci al 2021.

È l’augurio per la prossima edizione più che il rammarico per quella appena conclusa che anima gli organizzatori dell’Italian Grand Prix di motonautica. Nello scorso fine settimane sul Lago Maggiore, per la prima volta a Baveno (con sede operativa al Grand hotel Dino), sono arrivati i bolidi dell’offshore, impegnati nell’unico evento dei una stagione caratterizzata dall’epidemia di Covid-19. Erano in programma il Campionato mondiale Uim classe 3D, e competizioni delle classi Endurance, Honda Offshore e Formula Junior. Gli equipaggi hanno regolarmente gareggiato sino a venerdì. Poi, a causa del maltempo, hanno dovuto arrendersi. La bandiera rossa è stata alzata dai giudici a causa della buzza, del legname che l’alluvione ha trascinato al lago dai fiumi e che ha messo a repentaglio la sicurezza di imbarcazioni e piloti.

“È stato un evento importante per la città di Baveno e per tutto il Lago Maggiore – commenta Andrea Ardizzoia di Strixia, organizzatore dell’evento insieme a Ovest Destination di Gianfranco Ercolano e alla catena Zacchera Hotels –. Peccato per il tempo che ha impedito il normale svolgimento delle gare nel week-end, creando non pochi danni. Ringrazio personalmente tutti i volontari che hanno dato il loro contributo per sopperire all’emergenza meteo: ci rifaremo nel 2021!.

“Covid, alluvione, trasferte di equipaggi dall’estero: abbiamo fatto fronte a tutte le problematiche con un grande senso del dovere e di rispetto per il nostro lago. E i risultati si sono visti. Non possiamo che continuare sulla via intrapresa: questo è solo il primo di tanti eventi che abbiamo messo in cantiere” - commenta Andrea Zacchera, congress e sales manager del gruppo alberghiero.

Competizione sportiva a parte, ha avuto successo anche la cena di gala dell’evento che, cono uno scopo benefico, sabato sera ha richiamato al Dino oltre 500 persone. Il ricavato andrà all’associazione “La chiave della vita” per la ricerca medica in campo pediatrico.

Le foto sono di Pietro Gatti, Vittorio Gajon e Giacomo Comoli.

 


 

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